Racconto breve di Raffaella Foresti

 

Finché eravamo in due le cose andavano bene. Non era sempre facile, ma non ci potevamo lamentare. Facevamo a turno. L’unica cosa che facevamo insieme era sbadigliare.

Lo chiamavo Matteo.

 

Siamo stati insieme per cinque mesi, vicini come fratelli, ma ognuno al proprio posto. Mai una lite, mai un problema.

Per esempio a Matteo non sarebbe mai venuto in mente di prendere l’ultimo bicchiere di latte dal frigorifero, o di finire il dentifricio senza dirmelo.

A Luca sì. É arrivato con Giovanni in un momento di difficoltà economica. Io e Matteo non riuscivamo più a fare tutto da soli, così abbiamo deciso di assumere qualcuno.

Luca e Giovanni sono stati gli unici che si sono presentati al colloquio. Li abbiamo presi entrambi, pensando di metterli in competizione tra loro e di scegliere il migliore. Ora nessuno dei due ha intenzione di andarsene. Non so che fare.

 

Ho paura di perdere Matteo, l’arrivo degli altri lo ha destabilizzato. É il più bello tra noi.  A Matteo non rinuncio, e nemmeno alle sue serate in chat con le ragazze.

Luca ha il curriculum migliore. É tutta scena, mi dico, ma è evidente che colpisce. Ha fatto il cuoco sulle navi da crociera mentre si laureava in ingegneria. Ora ha conseguito il master NBA ed è anche volontario nella protezione civile oltre che campione europeo di hockey su ghiaccio. É preparato, e sicuro di sè. I frutti non tarderanno ad arrivare, ne sono certo.

Giovanni procura i soldi con il poker on line. Se la cava niente male. Gli ho dovuto affidare la gestione di tutte le serate fino a giugno, sacrificando le ragazze di Matteo e il trading sulla borsa di Tokyo, ma non avevo altra scelta. Quando saremo ricchi Giovanni se ne potrà anche andare un po’ in vacanza. Per ora resta.

 

Ragazzi, mettiamoci d’accordo. Io da solo non ce la faccio, e voi senza di me non esistereste nemmeno.

Stiamo calmi. Ognuno al proprio posto. Come all’inizio. Come ai vecchi tempi. Se il dentifricio finisce basta segnarlo sulla lista, così mi ricordo di comprarlo. Servono poche e semplici regole di convivenza. Rispettiamo gli spazi e nessuno si farà male.

Dobbiamo restare uniti, dobbiamo resistere. Non vi rimando nell’oblio della mia mente ora che siamo vicini alla meta. Ora che siamo a un passo dalla vita che ho, che abbiamo, sempre voluto.

Mi scoppia la testa… e il latte è di nuovo finito.

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foresti@raccontopostmoderno.com / twitter@alienimetropoli
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