Racconto Breve di Emanuele Mannocci
Sprofondando si sentì trascinare attraverso i piani paralleli dell’edificio ortogonale. Emerse al buio, immerso nel chiasso di maleodoranti chiacchiere. Tappatosi le orecchie iniziò a soffocare. Boccheggiò inutilmente un’intermittenza mista di tenebra e vista; dalla bocca non entravano che immagini fioche, irrespirabili. Per l’asfissia le mani cedettero ai fianchi; sfrenato, dai condotti uditivi, l’ossigeno scese ai reni assordante, “Air“, mugolò sfuocato dalle palpebre chiuse, “Air!“, urlò da occhiaie sgranate, sorprese stupite come labbra ora aperte, dalle quali, fra i denti, scrutava amare apparenze.
Si trovava nell’atrio, semi-sommerso, da uno sciame di mille cartelli fatti di scarti e fitti di scritte scritte di fretta. “Where am I?“, non credendo alla propria bocca, “Where am I!“, ripetevano le volte orbitali. Il fegato batteva incalzante, un “Sei al piano terra!” risalì narici e faringe, provocando un cerchio ai polmoni mentre, malfermo, oscillante, venne fatto avanzare fra una calca sprezzante.
Da fuori pareva ubriaco. Di dentro pareva ubriaco, fatto a pezzi poi assemblato un po’ a caso. “What’s happening?“, si chiedeva confuso, frattanto che lo spingevano avanti, lungo corridoi di manifestanti. Dal nulla, inaspettato, uno dei tanti gli porse un revolver, un “Thanks!” al complice con l’occhio rivolse e, con la lingua mirando, sparò nel mucchio un click non richiesto. Maledisse l’eccelso, riarmato il cane, puntò sulla ressa un secondo click maledetto. Alle strette, altre tre volte premette il grilletto, altri tre click si udirono invece. “Dammit!“, fece, “It’s empty!“, fissando l’interno con la canna alla bocca, premuto il grilletto per ovvia conferma, bang!, dalla testa schizzò di feci la folla.
___
mannocci@raccontopostmoderno.com Leggi altri racconti degli Alieni Metropolitani… Cliccando qui





